Chi si siede per la prima volta in un grotto e ordina il vino della casa di solito resta sorpreso: arriva una brocca di ceramica decorata e, al posto dei bicchieri, delle tazzine. Non è folclore per i turisti. È il modo in cui il vino si è sempre bevuto davanti alle cantine.
Il boccalino
Il boccalino è una brocca panciuta, di ceramica, spesso dipinta a mano con motivi semplici. Si riempie direttamente in cantina e arriva al tavolo così.
Ha due vantaggi molto pratici:
- la ceramica spessa tiene il vino al fresco un po’ più a lungo di una caraffa di vetro, cosa che in corte, d’estate, conta;
- è robusto: su un tavolo di granito, all’aperto, un bicchiere di vetro sottile dura poco.
Le tazzine
Le tazzine sono piccole scodelle di ceramica, senza piede. Il vino che ci si versa è quello della casa, giovane e semplice: non ha bisogno di un calice per essere annusato e girato. Le tazzine si impilano, non si rovesciano facilmente e non si rompono al primo urto.
C’è anche un lato meno pratico: la tazzina mette tutti alla pari. Il vino del grotto si beve insieme, senza cerimonie.
Quanto ordinare
Da noi il vino della casa si ordina in tre misure:
- 2 dl, per un bicchiere a pranzo;
- 5 dl, per due persone;
- 1 litro, per la tavolata.
Le bottiglie della carta, invece, le serviamo nei bicchieri: un Merlot riserva merita il suo calice.
Una cosa da sapere
Il boccalino non va lasciato al sole: dopo mezz’ora sul tavolo, a luglio, anche il vino più fresco si scalda. Se vede che succede, ce lo dica: lo cambiamo con uno appena uscito dalla cantina.