L’iscrizione intorno al pozzo è in rune del futhark antico, incise senza un carattere tipografico: ogni segno è un tratto disegnato. Comincia dal nome, in oro, e continua con la strofa 28 della Völuspá, il poema islandese sull’origine e la fine del mondo.
Allt veit ek, Óðinn, hvar þú auga falt: í inum mæra Mímisbrunni. Drekkr mjöð Mímir morgin hverjan af veði Valföðrs.
So tutto, Odino: so dove hai nascosto il tuo occhio, nel celebre pozzo di Mímir. Ogni mattina Mímir beve idromele dal pegno del Padre degli uccisi.
Di notte le rune si accendono una dopo l’altra, partendo dal nome. Prova Scuro.
Come è fatto
L’acqua
Una griglia fino a 256 per 256 punti simula la superficie sulla scheda grafica, 240 passi al secondo. Ogni tocco è una goccia, e le onde rimbalzano sulle pareti.
La luce
Cielo, sole, luna e stelle sono calcolati, non dipinti. Con Chiaro e Scuro il sole tramonta o sorge in pochi secondi, e la luce sul fondo cambia con lui.
Il fondo
È il ricalco vettoriale ufficiale del logo Mimir Lab, visto attraverso la rifrazione dell’acqua.
Il resto
WebGL2 scritto a mano, senza librerie. Senza WebGL resta un pozzo fermo; con il movimento ridotto, l’acqua è immobile.